Pacchetto agrario 2021 – Attenzione!

28.04.2021

L’intento è percepibile e fa irritare! Ancora una volta, in merito al pacchetto di ordinanze agricolo di quest’anno è attualmente in corso una consultazione sull’adeguamento della legislazione agricola.

Sono previsti cambiamenti significativi per il settore della carne, in particolare in due ambiti: In primo luogo, nell’ordinanza sul bestiame da ma­cello si propone una proroga del periodo di importazione per la carne bovina, la carne suina e le cosce di manzo: da un mese (ora) a tre mesi (nuovo) al fine di ottenere il passaggio, per motivi di sostenibilità, dal trasporto aereo a quello navale. Tuttavia, le autorità hanno evidentemente ignorato deliberatamente il fatto che diverse settimane di trasporto su nave richiedono un congelamento della carne, con conseguenti forti perdite di qualità soprattutto per la carne bovina e di agnello. A ciò va aggiunto che proprio i suddetti tipi di carne presentano un grado di autosufficienza relativa tra i più elevati; questo fatto causa, in concomitanza con le fluttuazioni del mercato che si presentano di frequente, una elevata volatilità delle autorizzazioni all’importazione. Se d’ora in avanti non dovesse più esservi la possibilità di reagire a breve termine sul mercato, aumenteranno di conseguenza le offerte in occa­sione della messa all’asta con la nuova scadenza trimestrale. Inoltre, l’aumento delle importazioni al di fuori dei rispettivi contingenti comporta delle aliquote dei dazi assai più elevate. È proprio qui che casca l’asino: entrambi i cambiamenti hanno l’effetto di promuovere le entrate nelle casse federali a scapito del settore della carne!
Una situazione analoga si presenta con la riorganizzazione della Identitas AG, che comporta nuove regole per la stessa Identitas e per la Banca dati sul traffico di animali sul piano dell’ordinanza. La Con­federazione rivendica unilateralmente la direzione strategica, con maggiori possibilità di acquisizione di dati di proprietà dell’autorità, rendendo de facto in­utile l’attuale consiglio d’amministrazione con rappre­sentanti degli azionisti di minoranza esterni alla Confederazione. Allo stesso tempo, si afferma sfrontatamente che, prima o poi vi sarebbero, come conseguenza, massicci aumenti di tasse a carico dei privati. Nella nostra presa di posizione abbiamo appena chiarito che, in quanto UPSC, non possiamo in alcun modo approvare le intenzioni della Con­federazione, confidando nella speranza che, possibilmente, molti altri ambienti facciano come noi, va­gliando questa proposta con grande circospezione!

Ivo Bischofberger, presidente
Ruedi Hadorn, direttore

 
 
 
 
 

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